Strade Blu – William Least Heat-Moon

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Strade Blu - William Least Heat-Moon

Con una sensazione quasi disperata d’isolamento e la crescente certezza di vivere in terra straniera, partivo alla ricerca di mondi dove il mutamento non fosse rovina, e dove tempo, uomini e fatti fossero ancora in rapporto tra loro.

Nel suo bestseller Strade Blu William Least Heat-Moon affronta la narrazione del suo primo grande viaggio attraverso gli Stati Uniti in solitaria, intrapreso nel 1978 sul suo Ghost Dancing, un vecchio furgone Ford Econoline del 1975. Il percorso, una linea tratteggiata che si sviluppa in senso orario lungo i confini estremi della nazione, da Columbia, Missouri a Columbia, Missouri, porterà l’autore attraverso più di 13.000 miglia di strade secondarie (segnate in blu sulle vecchie carte stradali americane: da qui il titolo del volume), attraverso molti dei 50 Stati americani.

La narrazione di Least Heat-Moon è fluida e coinvolgente, ricca di dettagli e allo stesso tempo personale ed autoironica. La sua scrittura, un misto tra il racconto di viaggio on-the-road in stile Kerouac e il reportage giornalistico, ma con toni che si avvicinano molto allo stile dei romanzi comico/autobiografici alla Bill Bryson, ci fa conoscere il lato rurale meno conosciuto degli Stati Uniti, fatto di fattorie sperdute nelle praterie, distributori di benzina abbandonati e vecchie cittadine di minatori. Il viaggio, che sembra essere sfociato dal bisogno dell’autore di lanciarsi alla scoperta delle proprie origini e di quelle della propria nazione, alla ricerca di un america più pura e viva fatta di valori solidi e ancestrali, si sviluppa su due strade narrative parallele, che si intersecano e mescolano organicamente all’interno del volume.

Se da una parte, infatti, Least Heat-Moon ci propone, anche attraverso fotografie la lui stesso scattate, numerosi ritratti di personaggi incontrati sul cammino – le loro storie, le loro vite, i loro sogni -, dall’altra il viaggio stesso diventa un pretesto per andare alla ricerca della storia degli Stati Uniti, degli uomini e dei luoghi che hanno contribuito allo sviluppo di questa nazione. Senza mai cadere nel banale, Least Heat-Moon ci fa scoprire l’origine di parole come bluegrass e cajun, la vita dei primi esploratori del West Americano, del glorioso passato e del triste presente delle popolazioni indigene americane (Least Heat-Moon stesso ha origini in parte Osage, come può far intuire il cognome). Gli USA che scopriamo attraverso le pagine del libro, sono una nazione in uno stato di transizione e spaesamento: l’avvento delle grandi catene di supermercati e di fast-food e la morte dei piccoli empori, l’abbandono dei villaggi, la marketizzazione estrema dei luoghi d’interesse storico e naturale, trasformati in parchi di divertimento per turisti affrettati e più interessati al divertimento che alla vera scoperta.

Gli incontri stessi fatti dall’autore sulle Strade Blu – un teenager in fuga dalla famiglia, proprietari di negozi sperduti nel nulla, pescatori, prostitute, abitanti di isole solitarie, nativi americani, autostoppisti cristiani – contribuiscono a mostrarci un’immagine degli USA fatta di realtà sociali complesse e spesso difficili, un’immagine che si allontana da quella dell’american dream proposta dai media, e proprio per questo in grado di fornirci una visone più reale, bilanciata e umana di una nazione che troppo spesso sembra volersi identificare con un ideale di asettica perfezione decisamente lontano dalla realtà.